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IL FALLIMENTO È UN'OPPORTUNITÀ

IL FALLIMENTO

Un concetto complesso quello del fallimento. Difficile definirne i contorni, l’importanza, l’esistenza stessa. Una variabile presente e rilevante nei percorsi di ogni persona. Per il suo significato, per il vissuto che se ne ha. Dal modo in cui lo si interpreta, ci si entra in contatto e ci si rapporta dipende la nostra capacità stessa di camminare e pensare. Ecco perché in questo tema, quella di Giannis Antetokounmpo delle scorse settimane non è stata solo una lezione di sport, ma è stata una lezione di vita. Per la sua portata, per la sua intensità, per la sua profondità. Per il suo andare a scardinare un’impostazione mentale e sociale radicata.
Uno schema che si muove sul binomio che mette in netta contrapposizione successo e fallimento. Uno schema in cui, per la sua stessa natura, il successo è di pochi e tutti gli altri falliscono. Dinamiche e direttrici della nostra società. La società della performance, costruita sulla competizione e il dover fare. Il risultato in luogo del percorso, il fare in luogo dell’essere. Schemi che si inseriscono in modo significativo anche nello sport e nelle sue logiche.

CAMBI DI PROSPETTIVA

Una concezione che, però, nasce da una visione distorta del concetto di “fallimento”, vissuto come una esperienza necessariamente negativa. Una fonte di frustrazione e, quindi, da evitare. Con la sua lezione, Antetokounmpo quella concezione ce la capovolge. “Esistono giorni buoni e altri pessimi. Qualche volta riesci a vincere, qualche volta no. Non si vince sempre”. Un modo differente di vedere, accettare e metabolizzare quelle situazioni e sensazioni definite, appunto, fallimentari.

Il fallimento, così inteso, non diventa un’esperienza da cui scappare, ma un’esperienza di vita. Non è più la “fine assoluta” di qualcosa, ma uno step (necessario) del processo. Spesso, si cerca di fuggire da quei fallimenti, visti come una fine, un “mai più”. Ma, in realtà, non sono una fine, bensì un inizio. Un momento di crescita e cambiamento del nostro percorso. Un nuovo passo nel progetto più importante che è la vita. “Ci si arriva per piccoli passi”. E di questi piccoli passi fanno parte anche rallentamenti, soste e cadute.
Gli errori e gli insuccessi sono essenza stessa della nostra esistenza. Una componente essenziale di cui non aver paura. Possono provocare malessere? È vero. Ma è in quelli che si “rinasce” e cresce. È grazie a quelli che si apprezza ogni singolo successo. È in quei momenti di disorientamento che ci si costruisce le coordinate per i cieli futuri. 

Fallimento-successo

Ed è uscendo da quello schema patologico e competitivo che si impara ad apprezzare davvero e a godersi quei “piccoli passi”. Quei piccoli passi che nella frenetica corsa verso il successo o in fuga dal fallimento non si vedono. Ma nel mezzo, in quel percorso, ci sono loro. Le piccole cose. Dettagli e sfumature che sanno di conquiste. Sanno di emozioni che, se (ri)conosciute, riempiono la vita. Perché il successo non è solo la vetta. È tutto quello che ci sta prima. Un sorriso strappato, una crescita in uno sport, l’uscire da una confort zone o decidere di fermarsi per osservarsi e osservare. Piccole conquiste, errori, dubbi e certezze (ri)trovate. È tutto parte del percorso. Nulla è fallimento. Non è più successo contro fallimento. È percorso. E i successi, diversi per ognuno di noi, si costruiscono così. Sbagliando, fallendo, ricominciando. 

Giacomo Galliani - Personal Trainer

Si “fallisce” continuamente. Anzi, si “prova”. E “proviamo” per noi. Per imparare, per rinascere, per camminare. Per un passo in più.

Ogni percorso è diverso. E ogni percorso ha le sue curve, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Assestamenti, passi indietro e ripartenze. Il percorso è fatto di quei “fallimenti”. Noi siamo fatti di “fallimenti”. Per fortuna. E non bisogna averne eccessiva paura. Si chiama vita.
Quelle cadute bisogna piano piano imparare ad accettarle, conoscerle e toccarle. Viverle per crescere. I successi, anche quelli piccoli, sono fatti di tanti tentativi. Sono figli di impegno, cadute e risalite.

E Overflow nasce con questa filosofia. Il nostro obiettivo è accompagnarvi in questo. Accompagnarvi nel percorso. Aiutarvi a fallire per raggiungere qualcosa di grande. Un qualcosa di grande per voi. Crediamo in una visione sana dello sport. Crediamo nei fallimenti come opportunità di formazione. Come possibilità per costruire una propria consapevolezza e personalità. Per costruire noi stessi.

Non ci resta che goderci il viaggio. E, forse, alla fine guardandosi indietro, si sorriderà più per quei “fallimenti” vissuti che per i successi ottenuti. Perché siamo quello che siamo grazie a quelli. Perché i nostri successi sono loro figli. Di quei momenti che chiamiamo “fallimenti”. I nostri fallimenti. Ecco perché i fallimenti sono passaggi del nostro percorso. Ecco perché quella di Antetokounmpo è una lezione di vita e non solo di sport. Una lezione per, un passo alla volta, cambiare quella prospettiva. Per stare meglio. Per il proprio benessere mentale ed emotivo. Per una consapevolezza più chiara di sé e del proprio viaggio.
Siamo tutto questo. Siamo tutte le sfumature.

A cura di Nicolò Franceschin